PAPA FRANCESCO INCONTRA L’NBA

Ci perdonerete, e ci perdonerà il Gallo, ma la querelle riguardante la sua scelta professionistica oggi passa decisamente in secondo piano.
Per carità, siamo consapevoli che tutto il tempo perso a lodare Danilo o ad insultarlo nelle ultime ore sia stato sport gradito per molti ma vorremmo umilmente invitarvi a rivolgere la vostra attenzione verso un fatto epocale che coinvolge il nostro ambiente.

Nella giornata di oggi cinque atleti NBA che si sono distinti in tema di giustizia sociale sono stati invitati da Papa Francesco ad una visita in Vaticano. Cercheremo di sviscerare il concetto per comprendere insieme a voi la portata di quanto accaduto. Anche il più distratto si sarà reso conto della forza con cui l’Associazione giocatori NBA si è spesa nei mesi passati in difesa di uguaglianza, diritti umani e sociali, troppo spesso negati alle minoranze. Lo slogan “Black Lives Matter” è entrato in ognuna delle vostre case a ripetizione, grazie ad un perenne impegno di tutti, da Adam Silver in giù, per garantire che fosse chiaro quanto le problematiche razziali e sociali negli USA avessero raggiunto un punto di non ritorno. Ricorderete l’omicidio di George Floyd e tutto ciò che ne è seguito. Moltissimi giocatori, nonostante l’emergenza sanitaria, son scesi in piazza per protestare, hanno invitato migliaia di persone a votare alle successive elezioni presidenziali americane, hanno utilizzato la propria popolarità per incidere, per influire.

Il termine “influencer” è ormai universalmente percepito come il manifesto della degenerazione di giovani e giovanissimi; gente senza particolari talenti che si guadagna da vivere grazie ad una stortura nei nuovi modelli di comunicazione, tenendo milioni di ragazzi e ragazze attaccati a dispositivi mobili occupandosi di nulla, in un crollo verticale di valori e ideali.

Potremmo anche essere d’accordo, ma in questa precisa circostanza si è invece toccato con mano il potere di influenzare nella maniera corretta. Sentire Lebron, Chris Paul, Wade, Curry e tantissimi altri spingere con insistenza la popolazione a prendere consapevolezza e responsabilità di diritti e doveri ha avuto un effetto enorme e tangibile. Ha portato a galla diseguaglianze nuove e vecchie, razzismo vecchio e nuovo, smuovendo le coscienze e gli animi degli americani (e non solo) e, concedetecelo, ha avuto un impatto diretto sul buon esito delle elezioni.

Gli episodi encomiabili e rivoluzionari son stati diversi, a partire dal boicottaggio di una partita di Playoff NBA dei Milwaukee Bucks, con portavoce Sterling Brown e Korver (entrambi invitati in Vaticano), fino alle proteste vive di tanti altri atleti tra i quali spicca il nostro Marco Belinelli, anch’egli presente all’udienza, e spesosi a gran voce contro l’assurdità anacronistica della questione razziale.

Papa Francesco, dimostrando se ancora ce ne fosse bisogno, la profondissima sensibilità e attenzione verso queste tematiche, ha riconosciuto il valore dei gesti della NBA e dei suoi atleti ed ha voluto incontrare di persona una delegazione tra cui, oltre ai sopracitati, Jonathan Isaac e Anthony Tolliver.
L’incontro non è stata una cerimonia di celebrazione fine a se stessa, ma un’occasione di confronto e racconto. Il Papa ha voluto che ogni atleta raccontasse della propria esperienza, del proprio impegno in tema di giustizia sociale e di eventuali progetti futuri attinenti; ha inoltre riconosciuto quanto lo sport, soprattutto quello professionistico, possa essere una decisiva cassa di risonanza per tematiche di questa importanza, invitando gli atleti a proseguire le proprie battaglie.

Non serviva il nostro intervento per sottolineare la portata storica di questo invito. Non una benedizione, non un incontro pro-forma, ma un tavolo di lavoro, di invito a non smettere di lottare per questioni decisive dal punto di vista umanitario e sociale. Prendere atto che il Papa in persona riconosca nello Sport un veicolo per messaggi di questo spessore è stimolante e ci consegna quella fiducia così difficile da non smarrire di questi tempi.

Ci perdoneranno dunque gli Atlanta Hawks, i 61 milioni in 3 anni ma forse è il caso di porre attenzione verso qualcosa per cui vale davvero la pena accendersi, emozionarsi e sperare.