LEBRON & WADE
La ricordo molto chiaramente quella partita.
Sportitalia aveva i diritti sulle gare NBA, un giovane Bonfardeci al commento affiancato se non erro dall’intramontabile coach Dan Peterson.
Azzarderei anche fosse su per giù questo periodo dell’anno, attorno al Natale.
Alla Quicken Loans Arena arrivavano i Miami Heat che quell’anno avrebbero poi, più o meno a sorpresa vinto il titolo Nba.
Fu la prima volta che vidi una partita di Lebron James e Dwyane Wade. Fu probabilmente la prima gara Nba che avevo la possibilità di guardare per intero. Uno spettacolo indimenticabile.
47 punti il primo, 44 il secondo, rimbalzi ed assist a iosa. Due squadre con al timone due superstar poco più che ventenni pronte a prendersi in mano la lega.
Nel vedere le immagini di lunedì notte, il flashback in stile hollywoodiano è stato automatico.
E proprio vicino ad Hollywood, allo Staples Center di LA è andata in scena l’ultima partita tra D-Wade e King James sullo stesso parquet.
Dopo il ritorno di Flash nella sua Miami, il 3 ha annunciato che questa sarà la sua ultima stagione da professionista. Lebron a luglio ha lasciato Cleveland per la California pronto a scrivere gli ultimi capitoli di una carriera da consegnare direttamente alla Storia, con la S rigorosamente maiuscola.
Hanno vinto i Lakers, ma poco importa. L’abbraccio finale, carico di emozioni e di ricordi tra i due protagonisti resterà indelebile.
Già, perché di ricordi questi due assieme ne hanno scritti parecchi.
Quattro anni a South Beach. Quattro finali. Due anelli.
Quell’atteggiamento da ragazzotti un filino arroganti. Da soli contro il resto della lega. Il “not one, not two, not three…” di lebroniana memoria per intenderci. Presi a pallonate in faccia da un monumentale tedesco nel 2011. Il bagno di umiltà necessario e quindi i titoli contro Okc e Spurs. Back to back Nba champions.
Un’intesa pazzesca in campo che li ha resi una delle coppie legittimamente più forti degli ultimi venti o trent’anni di Nba. Le ruvidissime serie di PO contro Celtics e Pacers. La lite furibonda di Wade con Spoelstra. La gara 6 di D-Wade ad Indianapolis. La gara 6 di Lebron a Boston. Il primo anello in coppia.
Insomma, un’amicizia fortissima che è andata ben oltre il rettangolo di gioco.
Il “Banana Boat Team” assieme a CP3 e Melo, simbolo di un legame speso anche a favore di problematiche sociali e politiche. In difesa della comunità afro-americana, contro agli abusi di potere della polizia ai danni proprio della gente di colore., forse qualche volta troppo. Tutto confluisce nella campagna del “I am more than an athlete” portata recentemente avanti proprio da James. Da che parte stare? Ad ognuno la propria visione. Ma non si può negare che il binomio Lebron e Wade abbia rappresentato il connubio più chiacchierato ed identificabile, nel bene e nel male, del nuovo millenio nel mondo della pallacanestro.
Come Batman e Robin. Eroici nell’abbattere i vari haters e gli avversari per alzare due volte il Larry O’Brien Trophy.
Come Bonnie e Clyde. Biasimati per aver dato il La al controverso fenomeno dei “superteam”.
Una coppia che ha vinto. Una coppia che ha diviso. Una coppia che certamente ha elettrizzato gli appassionati, che ha messo in campo innumerevoli giocate e prestazioni da lasciare ai posteri.
Una coppia che mancherà, non c’è dubbio.
Quella sintonia in grado di produrre una sinfonia cestistica tale da incantare, da ispirare.
Ed è forse questo il lato più importante della questione.
We are going to miss these two, together.


