Baskethood goes to China!
INTRO VIAGGIO
Marzo 2019
Gian: “Paco andiamo in Cina per i mondiali di basket?”
Paco, risposta secca: “andiamo!”
Il giorno successivo come per magia i biglietti aerei erano già nostri, andata su Hong Kong e ritorno da Pechino il 16 settembre, esattamente il giorno dopo la finale(non succede, ma se succede)!
comincia così la nostra avventura!
Di viaggi alle spalle ne avevamo già tanti, ma questa volta era diverso.
Come dice il buon vecchio Cremonini: “negli appartamenti in Cina è vero che non hanno Google”, e non solo, non funzionano nemmeno whatsapp, Instagram, mappe e il 90% delle app del nostro telefono.
Si aggiunge poi la difficoltà linguistica, il mandarino non è esattamente nelle nostre corde e men che meno il cantonese. L’inglese lo sappiamo parlare bene ma questo non ci aiuta molto; la lingua di Sua Maestà Elisabetta infatti non è proprio contemplata in questo mondo così lontano da noi. Figurarsi poi le scritte con gli ideogrammi. Che il buon dio ce la mandi buona!!!
ARRIVO IN CINA
L’estate vola e siamo già a fine agosto, ci lasciamo alle spalle tutte le preoccupazioni di viaggio e si parte all’avventura!!!
Primo tifoso occidentale (Patrick Schubert, il banchiere di Hong Kong) beccato sul taxi dall’aeroporto, anche lui qui per vedersi qualche partita.
Siamo già in clima mondiale.
Così come la ciurma serba in albergo che ci da il benvenuto a suon di litri di birra e Rakia della nonna (made in Serbia ovviamente) e facciamo l’alba già alla prima sera abbracciati a cantare sulle note di Totò Cutugno.
Uno fra tutti ci entra sotto pelle, si chiama Giovanni, parla italiano e da oltre 60 anni segue la sua amata Serbia in giro per il mondo. Anche lui fino a Pechino, di sicuro lo rivedremo spesso.
PREPARTITA
La mattina, storditi ma carichi si va subito dalla squadra in albergo, è il giorno della prima partita. Appena entrati un tranquillo Filloy col suo fare da indios ci fa un cenno di intesa, che figata!!!
Non siamo i soli vestiti d’azzurro al Hilton di Foshan!(un po’ felici,un po’ gelosi ma definitivamente in quel poco che basta per sentirsi un po’ a casa.
Sono già le 18 e allora via sul taxi con due simpatici calabresi seguendo il pullman della squadra alla volta della Foshan Sports & Cultural Arena.
Al palazzo oggi è atteso anche Rodrigo Duterte, controverso leader filippino, e tutto è presidiato da imponenti misure di sicurezza, ed è proprio qui che la canotta azzurra ci toglie le castagne dal fuoco:
ci scambiano tutti come se fossimo al seguito della squadra e il tassista, anche lui un po’ confuso, ottiene il lasciapassare della polizia fino all’ultimo cordone poco prima degli spogliatoi, evitando così code chilometriche ai tornelli! SEEEE (i soliti italiani direte voi… non avete idea di quanto abbiamo risparmiato di cammino).
La discesa dal taxi è accompagnata dalle note di “bella ciao”, intonata dai “Magnificent Seven”, una brigata serba di 7 elementi muniti di maglie coordinate e bandierone extralarge dall’entusiasmo più che contagioso (impossibile non unirsi).
Mentre si festeggia solo il fatto di essere arrivati al palazzo ci sentiamo un po’ paparazzati; chiunque abbia gli occhi a mandorla ci riprende con cellulare alla mano. Ci sentiamo italiani ma pure un po’ marziani vista l’incredibile curiosità verso noi western. In tanti superano la barriera della timidezza e ci chiedono di metterci in posa con loro. Siamo vip in un mondo lontano!
PARTITA
Due file sopra una gagliarda coppia di pensionati romanacci invoca (con la stessa foga di un Obradovič qualsiasi per un time-out catechistico) una spaghettata aglio e olio al cuoco della nazionale seduto vicino a noi…EPIC MOMENT!
Inno nazionale – emozione – si canta a squarciagola – tensione – le filippine possono essere un brutto cliente… mhhh primi 5 minuti e siamo già a +30. Meglio così!!,
Le tensioni da inizio mondiale si attenuano e quasi subentra un po’ di noia, per fortuna ci sono i filippini. Al palazzo ce ne sono davvero tanti e, nonostante il dominio azzurro, ad ogni loro canestro sembra la tripla allo scadere del quarto per vincere la partita… orgoglio da campetto di Abbiategrasso?! Philippines loves this game!!!
POST PARTITA
Dalla curiosità verso noi western del prepartita si passa ad un ossessione feticcia: nei corridoi dell’arena tutti sono estasiati dalla nostra presenza, c’è talmente tanta gente a richiedere una foto che siamo obbligati a creare una fila improvvisata dove tutti si posizionano diligentemente…
ah se solo avessimo chiesto uno yuan per ogni foto scattata (sufficienti quelle post partita!) avremmo graffiato una porzione e mezzo di riso alla cantonese la sera stessa.
Per oltre mezz’ora ci siamo sentiti il “capo dell’Italia”, un po’ come il Gallo nell’ inno a lui dedicato dalla trash-band svedese degli Italian Stallions. Tutto magnificamente bellissimo!!!
SORPRESONE
Torniamo in albergo stravolti, evitiamo i serbi che vorrebbero fare ancora festa e ci infiliamo in camera. La magia delle vpn ci rende esperti pirati cibernetici ,appena arrivati in albergo ci colleghiamo col mondo, il nostro mondo.
Siamo stati in mondovisione nel momento migliore con uno che balla e l’altro che fa il simpaticone coi cinesi. Il telefono impazza di messaggi whatsapp, non possiamo astenerci da pubblicare qualcosa sui nostri social, si fanno le 3 di notte, crolliamo.
Questa è stata la prima giornata di questo mondiale cinese: risate, basket, Toto Cutugno e cinema bianchini…. alla prossima puntata.