BASKETHOOD GOES TO CHINA – PART 3!
GAME3 – SERBIA
DAY OFF
Lonely planet nello zaino partiamo armi e bagagli alla volta del parco nazionale di Nainjing, dedichiamo il nostro giorno libero dall’italbasket per scappare dal cemento e lo smog ed immergerci nella natura cinese. Sveglia all’alba per sfruttare a pieno la giornata.
Credeteci le nostre volontà sono granitiche, ma voi avete mai passato una serata con Sasha,Buki e Alex in clima mondiale?! Non è facile rispettare i piani quando in albergo con te ci sono i serbi.
Partenza reale ore 10:00.
Poco importa perché con i treni superveloci i circa 300 chilometri che ci separano dal parco sono solo questione di un’ora di viaggio. In metropolitana raggiungiamo prima Guangzhou da cui partono tutti i mezzi possibili e inimmaginabili della Repubblica Popolare (Foshan, coi suoi sei milioni di abitanti, è solo periferica logisticamente parlando).
Pausa bagno di quelle importanti e colazione a base di “Marmittone”; un pezzo di Pan di Spagna di mezzo chilo non farcito che potrebbe facilmente fare da guard rail per piste da cart. Buonissimo!!!
Nonostante questo tergiversare riusciamo ugualmente a raggiungere ad un orario decente la stazione di Shaoguan, da dove abbiamo il bus per il parco.
Sorge subito un problema di vitale importanza: quel bus non c’è!!!
O meglio, c’è, ma solo 3 volte al giorno e ci impiega 3 ore a tratta. Abbiamo decisamente sottovalutato le distanze cinesi.
La giornata sembra rovinata ma decidiamo di affidarci al nostro intuito e ci rivolgiamo ad un poliziotto per cavarci dagli impicci. Tramite il nostro indispensabile traduttore preventivamente installato sul telefono, e con l’aiuto di qualche foto, ci viene consigliato di visitare il parco della città in cui siamo arrivati.
Shaoguan non è neanche citata sulla nostra guida, ma noi in primis siamo qua per gli azzurri che domani sfidano i serbi, quindi tempo da buttare non c’è n’è. Non sarà un parco nazionale ma almeno vedremo un po’ di natura. Decidiamo di lanciarci in questa nuova improvvisata avventura.
Il piedipiatti con le sue dritte ci fa montare su un pullman e ci suggerisce di scendere alla ventesima fermata. Paco conta le fermate mentre Gian prosegue con il blog, risultato: la nostra fermata passa e ci troviamo al capolinea. Sembra proprio non essere giornata.
Per rimediare all’errore i nostri eroi prendono un taxi e a totale fiducia del tassista vengono mollati dinanzi ad un immenso parco. Per fortuna la tratta è breve, perché a farci compagnia ci sono dei simpatici scarafaggi, alias “scarrafoni”, che gironzolano serenamente sui sedili. La giornata promette sempre peggio.
Con grande stupore invece ci troviamo immersi in un bellissimo parco con un’altura verde, sopra cui spicca una pagoda a più piani dall’aspetto sublime.
Ci sentiamo un po’ in preparazione atletica nell’incamminarci verso la vetta, a riprova di ciò ci sono le nostre magliette completamente bagnate arrivati ai piedi del edificio, ma è veramente bello essere in un posto sconosciuto da qualsiasi guida.
Dopo aver compiuto l’ultimo sforzo giungiamo all’ultimo piano della pagoda,da dove si gode una vista dell’immenso parco, da quassù il fiume e la città sono talmente grandi da perdersi all’orizzonte. L’aria è piacevolmente fresca e ci soffermiamo un po’ a godere di questo momento.
È proprio qui che un locale ci avvicina incuriosito dal nostro aspetto occidentale e prova a far due chiacchiere in cinese, chiediamo subito soccorso al traduttore. Capiamo di essere i primi occidentali mai incontrati in vita sua, un’occasione che non vuole proprio lasciarsi sfuggire. Si offre subito come guida della città, nella quale, a detta sua, ci sono siti di grande bellezza che vuole assolutamente mostrarci.
Un po’ esitiamo, ma poi con un pizzico di ingenuità lo eleggiamo a nostra guida di Shaoguan. Si presenta come Tzan Tze, almeno questo è ciò che capiamo ma al 100% non è questo il suo nome, quindi l’equazione è questa:
Tzan Tze = Tzan zè = Francè = Francesco
Sapete che in Cina hanno quasi tutti un nome occidentale? Il nostro amico non ne ha nemmeno uno e allora decidiamo di battezzarlo in questo modo.
Scendiamo dalla pagoda con un macchina da caddy, e dopo averci fatto assaggiare una specie di gelato iper zuccherato preso da ambulanti, si monta in auto:
VERSO L’IGNOTO!
La strada è lunga ma Francesco ci entra subito in simpatia, è appena stato scaricato dalla fidanzata e si diverte ad annunciare sui social la nostra compagnia, esattamente come si fa noi altri un po’ per vanità e un po’ per noia.
Ci racconta che la ragazza non gli andava a genio perché troppo impegnata in cose futili, allora noi quasi da amici di vecchia data, gli diciamo di stare tranquillo con rassicurazioni del tipo: ogni mondo è paese! Sembra molto divertito dalle nostre perle di saggezza.
Finalmente arriviamo ad un tempio taoista in città, dove il nostro Francè si fa molto serio, noi con i dovuti modi e il dovuto rispetto ascoltiamo la sua visione su Dio e il mondo.
Onestamente il tempio è un po’ bruttino, affaccia sulla sponda del fiume azzurro ed è abbastanza impersonale ma apprezziamo molto questa esperienza. Le premesse però erano quelle di un tour ai siti più inediti della zona. La bruttezza del tempio ci porta quindi a dubitare dell’affinità dei gusti tra noi e lui. Per evitare di dover vagabondare per altre simili attrazioni decidiamo di sottolineare che vorremmo tornare a Foshan in serata.
Francè però adora la nostra presenza e ci invita a cena in un mercato rionale dove a detta sua scomparirà tutto per fare largo ad altissimi e impersonalissimi condomini: Francè, il Ragazzo della Via Glouck!
Accettiamo con piacere.
Arrivati in questo garage con cucina scopriamo che Francesco lavora come fornitore di frutta e verdura per tutta la zona, ulteriore battesimo: Francesco er Fruttarolo!
Ordina da mangiare per tutta la Marina militare cinese, ci sentiamo un po’ a disagio, ma a Francè non importa nulla, lui vuole parlare con noi, vuole parlar di politica.
Abbiamo visioni un po’ diverse su più argomenti che proviamo a toccare: politiche cinesi, Stati Uniti, Hong Kong, ambiente, etc.
In realtà le visioni sono completamente diverse, dettate probabilmente da mala informazione, tuttavia da buoni italiani ci svincoliamo dalla discussione a suon di birrette.
Francè teme che possiamo perdere il treno e allora si precipita in stazione dove ogni porta è per lui aperta… parcheggia all’interno, evita i controlli e ci accompagna fin quasi ai binari, è spiaciuto per la nostra dipartita, ma tramite quelli che lui considera i migliori social al mondo, i social cinesi, ci terremo in contatto.
Lo salutiamo calorosamente e lo ringraziamo per il tempo dedicatoci, prendendolo un po’ in giro per via dei mancati controlli “Ciao Boss!” “In realtà fornisco anche la stazione di verdure” replica lui.
Proprio vero: ogni mondo è paese!
PREPARTITA
La partita è tardi la sera ma noi oggi non ci sentiamo di fare nulla di particolare. Soprattutto dopo la stramba avventura di ieri.
La corazzata serba è più che temibile e la tensione è alle stelle sin dal primo mattino.
Decidiamo di fare una colazione tranquilla all’occidentale, di quelle che ti siedi al caffè e passi più tempo a goderti i divanetti che il caffè stesso. Un breve giro nuovamente al mercato per mettere in pancia qualche spiedino, al seguito del quale decidiamo di spostarci in hotel dalla squadra come avevamo fatto anche nelle precedenti partite. Una sorta di rito propiziatorio.
Gravissimo errore, la tensione sale ancor di più quando entrati nella hall respiriamo subito il clima partita. Ci imbattiamo immediatamente nella squadra serba che sta andando a fare lo spuntino pre partita. I giocatori che ci passano davanti sono seri e visibilmente concentrati in vista del match, quasi nessuno si ferma a fare foto, fatta eccezione per qualche ammiratore cinese. Marianovic e Jokic quando ti passano vicino sono immensi,ma quello che emana più presenza di tutti è Bogdanovic con il suo sguardo glaciale.
Proviamo a spezzare la tensione facendo un po’ di filosofia:
Lo sapevate che Foshan è considerata la culla del Kung Fu in Cina. E non solo. Sia il sommo maestro del grandissimo Bruce Lee, che la nonna dell’attore Sino-Americano erano nativi di questa città e Bruce ha passato tanta della sua gioventù da queste parti, forse proprio qui ha teorizzato la sua filosofia del “be water”:
“You must be shapeless, formless, like water …. become like water my friend!”
Ed è così che ci immaginiamo i ragazzi stasera in campo, ci aspettiamo una squadra capace di adeguarsi ai punti di forza della Serbia e trarne vantaggio, solida sotto canestro e precisa dalla distanza.
Diventa acqua mia Italia!!!
Tutta questo filosofeggiare ci tranquillizza, e a far calare ulteriormente la tensione ci pensano i tifosi serbi che troviamo sul pullman diretto a palazzo. Sono pieni di birra ma pacifici e giocherelloni, ritorna magicamente il clima di festa dei giorni passati. Si canta tutti assieme e con i pochi connazionali presenti ci organizziamo per sfoggiare un repertorio di classici italiani per cui siamo famosi nel mondo.
PARTITA
lo si era detto chiaro con i serbi, amici prima e dopo la partita, ma nelle 2 ore di gioco è come se non ci conoscessimo. Lo mettono subito in chiaro entrando a palazzo con un sonoro “azzurri azzurri vaff…o” che riecheggia verso di noi ed i giocatori in campo. Capiamo subito che fanno sul serio.
Sugli spalti i serbi fanno un po’ quello che vogliono, formano dei gruppi numerosi in tutto il palazzo e cantano uniti come fossero a Belgrado a vedere la Stella Rossa. In rapporto a noi sono 10 a 1 ,ma non ci lasciamo scoraggiare. Ancor di più vogliamo star vicino ai nostri ragazzi e ci asserragliamo di nuovo dietro la panchina azzurra a formare un gruppo unito con una ventina di tifosi azzurri.
Questa volta però il palazzo non è vuoto come con l’Angola, ci siamo messi in posti che non sono i nostri e pian piano i cinesi vengono a reclamare la loro seduta biglietto alla mano! Se si fa un’italianata la si fa fino in fondo, ci rendiamo conto di essere in torto ma non abbiamo fatto migliaia di chilometri per mancare di supporto ai nostri ragazzi. Dunque rimaniamo dove siamo nonostante la presenza della polizia, e poi la partita ormai è iniziata e di ciò che accade sugli spalti non ci importa niente.
I nostri lunghi tengono bene, i gigantoni serbi sembrano essere ben arginati da Biligha e un ottimo Gallinari in difesa. Purtroppo il nostro extrasforzo sotto canestro apre praterie per i loro tiratori che ci feriscono dalla distanza.
Bogdanovic è dio in campo, già nei primi 5 minuti di gara ci rendiamo subito conto che è un privilegio assoluto vederlo giocare dal vivo.
Per fortuna un preciso gentile al tiro ci tiene a galla e a fine primo tempo siamo ancora lì.
Il terzo quarto si apre con una brutta palla persa di Hacket che lancia il contropiede serbo e ci porta su un pericoloso -10.
È qui che arriva il momento che vale tutto il nostro viaggio in Cina:
Gallinari si prende la squadra sulle spalle e fa tutto da solo! Un paio di canestri su azione e due triple che bruciano la rete ci fanno letteralmente saltare sulla sedia, la nostra esultanza sulla tripla del -2 finisce in mondovisione.
Nessuno però sa che subito dopo abbiamo rischiato lo svenimento, la mancanza di sangue al cervello per le troppe urla ci fa sedere entrambi stremati. ”Non stiamo morendo vero?” Ridiamo come dei cretini, emozioni fortissime!!!
Il Gallo ci riprova nuovamente dall’arco, ci alziamo in piedi pronti a lasciarci definitivamente le penne ma purtroppo, o per fortuna, la tripla ammazza partita non entra. Da lì in poi, un po’ per la legge del contrappasso, la Serbia prende lentamente il largo e nel quarto quarto sono loro a farci male con il tiro dall’arco. Una bomba sanguinosa di Bjelica in faccia al gallo con esitazione e poco dopo Bogdanovic, ci tolgono definitivamente le speranze.
92-77 il risultato finale che però non ci lascia troppo amareggiati. Abbiamo espresso un buon basket e abbiamo fatto vedere chi siamo. Siamo felici, l’Italia passa il turno, la nostra avventura continua!!!
POSTPARTITA
Incontriamo Giovanni ancora sugli spalti e siamo noi a fargli i complimenti e a chiedere una foto per sancire il momento.
Usciamo da palazzo in un clima generale di festa e ci troviamo con gli altri amici serbi che ormai sono diventati nostri fratelli. Volano abbracci da amicizia vera e si canta tutti assieme in mezzo ai cinesi in estasi che continuano imperterriti a paparazzarci, ormai ci siamo abituati.
Ci avviamo in metro con Giovanni e poco fuori l’hotel ci fermiamo a cena per mangiare una zuppa che il nostro amico raccomanda vivamente. Siamo stanchi morti ma i nostri doveri non sono finiti per oggi, la ciurma serba ci aspetta sul patio dell’hotel e questa volta tocca a noi offrire la birra a tutti.
Ci carichiamo sulle spalle due casse di Tsingtao e ci presentiamo in hotel cantando il nostro ormai amato Totò Cutugno.
Lasciamo a voi immaginare come sia finita la serata.
Alla prossima, domani si va a Wuhan.
P.S.
Senza neanche troppo volerlo siamo finiti in mondovisione, su Sky e chissà su quali innumerevoli altri media cinesi. Una foto su tutte però prevale per importanza.
Prima della partita avevo ricevuto un messaggio da mia madre che recitava così: “speriamo che anche oggi ti inquadrino, guarderemo la partita solo per questo. Se ci saluti con cartello facciamo salti di gioia. I tuoi nipoti e…. mamma”
Non mi ci è voluto molto per sapere cosa scrivere su quel cartello che poi ho dovuto nascondere sotto la maglia per entrare a palazzo.
“CIAO MAMMA” fa il giro del mondo!!!
Risposta sua: “Ti ho visto di più in Cina che a Brescia. Grazie”
La mamma è sempre la mamma!!!